ALCHIMIA
Molteplici sono stati i modi per intendere la parola ALCHIMIA nel corso dei secoli: dalla tecnica fraudolenta di chi millantava di poter trasformare il piombo in oro, alla ricerca sull’essenza dei metalli che costituì l’antesignana storica della chimica moderna, a elaborato linguaggio simbolico che dietro i procedimenti ed i simboli sottintendeva elaborate tecniche di elevazione spirituale. Comunque il termine nasce in Egitto, intorno al 3000 a.C., laddove il termine kemi significava rosso ed al-kemi la terra rossa, cioè l’Egitto medesimo. L’estensione del termine alle tecniche di laboratorio in auge tra quelle popolazioni fu inevitabile. Ritroviamo l’A. tra gli Ebrei, praticata dalla leggendaria Miriam, per noi Maria, che inventò il procedimento a doppia evaporazione, ancora oggi detto bagnomaria o bagno di Maria. Poi tra gli Arabi con il leggendario Geber e, nel Medioevo, nel mondo cristiano con Alberto Magno, Lullo, Villanova, R.Bacone .Tra le immagini che alleghiamo i principi operativi dell’A., lo Zolfo, il Mercurio ed il Sale, raffigurati nel poemetto anonimo Zoroaster come le tre teste del drago, 01 ed un antico disegno raffigurativo del VITRIOL, il motto degli alchimisti: Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem. 02